SOS: 7 punti!

SOS: 7 punti!

Maestra, è successo un’altra volta!
COSA è successo un’altra volta?
Hanno raccontato un segreto! Ora si è spezzata la fiducia!! Lavi piange e non vorrà mai più parlare con Lorenzo.

Sembra il racconto di un’ordinaria conversazione, ma non lo è: è il presagio di una frattura del gruppo, di grandi esclusioni e di una richiesta d’aiuto forte e chiara.
Perchè quando i bambini vengono a raccontarti queste cose, lo fanno accompagnando le parole con uno sguardo supplichevole, con gli angoli degli occhi rivolti verso il basso che ti dicono:
Fai qualcosa.
Adesso.
Ripara.
Metti a posto subito.

E dentro di te si crea una frattura tra quella parte adulta e disincantata che dice “meglio che vi abituiate da subito ad essere traditi!”, e l’altra parte empatica che pensa “povera Lavinia! Come posso proteggerla?!”.

Ma poi, fortunatamente, ti ricordi di essere un educatore e tiri fuori dalle tasche cacciaviti, bulloni e chiavi inglesi per riparare il danno.

Un po’ di tempo fa, mi sono imbattuta in un articolo di Six Seconds sul metodo di Caltha Crowe, docente e scrittrice, nel quale veniva spiegato come risolvere il conflitto in classe.
Era un percorso in 7 step:
1. CALMARSI
perché lo stress impedisce il pensiero logico e aumenta l’aggressività.
2. IL PRIMO RAGAZZO (PARTE LESA) DEFINISCE IL PROBLEMA
questo li allena a parlare in modo onesto, assertivo e gentile.
3. IL SECONDO RAGAZZO ASCOLTA E PARAFRASA QUANTO HA UDITO
perché parafrasare ci muove verso la compassione del punto di vista dell’altro e aiuta l’altro a sentirsi ascoltato.
4. IL SECONDO RAGAZZO ESPRIME IL SUO PUNTO DI VISTA
questo aiuta i ragazzi ad attendere il proprio turno e mostra loro che in questo tipo di conversazione ognuno avrà l’opportunità di parlare
5. IL PRIMO RAGAZZO ASCOLTA E PARAFRASA QUANTO HA UDITO
6. IL PROCESSO PROSEGUE FINCHÉ ENTRAMBI I RAGAZZI SENTONO DI ESSERE STATI PIENAMENTE ASCOLTATI
7. I DUE RAGAZZI ARRIVANO AD UNA SOLUZIONE CONDIVISA
attraverso la proposta di varie idee e, soprattutto, l’accordo su come applicare quella scelta condivisa.

Dopo averlo letto pensai: Wow! Fico! Sarebbe bello avere il tempo, ogni volta, di fermare la lezione e fare questo percorso. Ma sicuramente la dottoressa Crowe non sarà mai stata in classe neanche un anno della sua vita, altrimenti saprebbe che questo percorso dovrebbe essere annoverato tra le situazioni ipotetiche dell’ irrealtà.

A settembre dello scorso anno, rientrati a scuola dopo un lungo lockdown e un’estate poco serena, ci siamo tutti accorti che le ricreazioni sono diventate impossibili: bambini aggressivi, offesi, arrabbiati, assoggettati.
Segreti rivelati, matite rubate, capelli tirati, decisioni imposte, offese gratuite ed esclusioni continue.
Eravamo tutti disperati.
La mia parte adulta e disincantata era arrivata a pensare che il disegno, seduti in classe, fosse più proficuo della ricreazione in giardino.
Aiutavo continuamente i ragazzi a gestire il conflitto però mi sembrava di restare sempre sul cognitivo: conoscevano le regole ma non le applicavano. Percepivo che non sentivano davvero il disagio che provocavano nell’altro..

Ma poi, quel giorno, arrivarono Camilla e Andrea a chiedermi aiuto per il milionesimo segreto rivelato e, in preda alla disperazione, mi venne in mente quell’articolo surreale che avevo salvato sul cellulare.
E pensai: perdo 10 minuti ma magari scendo in profondità e riesco a farli mettere nei panni dell’altro, in modo da evitare che ripetano gli stessi comportamenti.

Quel giorno accadde qualcosa di magico: l’onda di compassione che si generò in quel dialogo creò un benessere e un atteggiamento gentile in tutto il gruppo classe.

Da quel momento, il rito dei “7 punti”, come lo chiamano i bambini, è diventato il modo in cui affrontiamo e risolviamo i conflitti.
Potrei raccontare che ci sono meno conflitti in classe e di come sia migliorato il clima, ma quello che davvero mi ha sorpreso è stato che questo processo, ripetuto, ha fatto sì che i bambini conoscessero meglio le loro emozioni e reazioni e quelle dei compagni: ha insegnato ai bambini come avere un dialogo costruttivo ogni volta che c’è una divergenza d’opinione… oltre le età, il colore o qualsiasi diversità.

Caltha Crowe è stata docente nella scuola primaria per 40 anni.


Emilia Andriella
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